LIBERAZIONE DI TRIESTE:

IL  RUOLO DI UN GR ANDE COMUNISTA

 

1901-1969 

Stoka Franc-Rado

Pescatore

 Rivoluzionario

 

E'  scritto sulla lapide di una tomba istriana

 

 Chi era  Franc  Stoka?

 

Lo conobbi negli anni cinquanta accompagnandolo nella nostra regione a incontrare i partigiani italiani della Divisione Garibaldi che combatterono a fianco  dell'  Armata di Liberazione Jugoslava e gli parlai poi  a lungo quando mi recai  nel 1953 a Trieste su invito del compagno Eugenio Laurenti direttore del giornale  “La Voce di Trieste”.

 

 

           

 

 

Voglio ricordare Stoka in occasione  dei 45 anni dalla sua scomparsa.

 

Ecco chi era Franc Stoka:

 

Dalla sua fondazione, nel 1921, membro del Partito Comunista Jugoslavo.

Rifugiato in Argentina  nel 1938 per sottrarsi alle persecuzione  dei fascisti della Venezia Giulia,  due anni dopo fu arrestato e consegnato alla  polizia  italiana

Confinato a Ponza, spesso in conflitto con le autorità per il suo carattere rivoluzionario, venne rinchiuso e poi deportato a  Ventotene.

Liberato nel Luglio 1943 raggiunse Trieste dove si dedicò alla formazione e al reclutamento di nuovi  compagni per il Partito Comunista clandestino  nelle diverse industrie e in particolare nei Cantieri Navali di Monfalcone.

Nel 1944, come membro  del comitato  misto KPS-KPI (Partiti comunisti italiano e sloveno di Trieste), venne delegato ad un incontro a  Milano col  CLNAI   Comitato di  Liberazione Alta Italia.

A fine Aprile 1945, in una  riunione tra partigiani italiani e jugoslavi, Franc Stoka che  rappresentava questi ultimi, comunicò che le componenti della Resistenza che facevano a loro riferimento, Osvobolina Frente Delovska e Enotnost (Fronte di Liberazione- Battaglione Unità   Operaia) e  GAP  triestini  sarebbero insorte a sostegno dell'azione  condotta sull' altopiano dalla Armata Jugoslava e che gli  insorti avrebbero esposto due bandiere, una italiana con la stella rossa e una Jugoslava.

Per  questo motivo il Corpo Volontari della Libertà formato da partigiani italiani non partecipò all'insurrezione.                               

Come Commissario Politico del IX Corpus Sloveno guidato dal Generale Josph Cerni partecipò ai combattimenti per la liberazione di Trieste.

In un  manifesto firmato Kveder e Stoka la popolazione veniva  informata  che l' Esercito Jugoslavo assumeva l' amministrazione della città.

Con il nuovo Governatore  Generale Kveder ed il suo Vice Giorgio Jaksevic, Franc Stoka venne nominato Commissario per Trieste con pieni poteri.

Le riforme attuate con il favore degli antifascisti italiani e sloveni vengono invece così descritte da  Indro Montanelli nella sua “Storia d'Italia”:

.”... il tricolore  italiano fu ammainato dovunque, i conti in banca bloccati,

170 milioni della Banca d' Italia trasferiti in Jugoslavia.. la requisizione dei  beni dei criminali di  guerra (che scandalo! nda) che diede luogo a spoliazioni e rapine, furono fondati i Sindacati Unici, assoggettati i giornali, poste le  premesse di un regime  da democrazia popolare..."

Tutte le organizzazioni partigiane costituirono un organo di coordinamento, il CLT (Comitato di Liberazione di Trieste) col compito di indire  elezioni  per formare un'amministrazione civile nella città, ponendo fine a quella militare jugoslava.

La  nomina dei  delegati  alle elezioni  della  Assemblea  fu organizzata non con un sistema democratico, ma in modo rivoluzionario dai lavoratori dei Sindacati Unici e  dal Fronte di Liberazione escludendo tutte le organizzazioni borghesi.

L' Assemblea  decise la costituzione di nuovi  strumenti di governo: Tribunali del Popolo,  Guardia del Popolo (Il cui comando fu successivamente assunto da Franc Stoka) e  Sindacati.

Il 7 Luglio 1948 i dieci membri del Comitato Esecutivo, la più alta istituzione del Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste furono chiamati a discutere la risoluzione del Cominform che condannava la Jugoslavia di Tito:

sei guidati da Vittorio Vidali e Bruno Ursic si espressero a favore, quattro guidate da Branco Babiic e  Franc Stoka, contro

Non ci esprimeremo in questa occasione sull' argomento.

Ma è certo che, nonostante i contrasti politico-ideologici, i compagni dei Partiti  nati dalla scissione   continuarono entrambi, sia pure in campi opposti, la battaglia per gli interessi dei lavoratori triestini.

Certo non mancò mai, fino alla sua morte, la guida di Franc Stoka,

E noi vogliamo qui confermarlo.

 

Circolo Culturale Proletario

 

Novembre 2014

 

Sergio Guerrieri